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Cara Scuola

Cara Scuola,

ti scrivo perché è iniziato il countdown – meno 4 giorni! – e vorrei condividere con te come sto vivendo questi ultimi giorni sia come docente sia come mamma con figli in età scolare.

Come mamma sto incalzando con ansia i miei figli per svolgere gli ultimi esercizi, per raccogliere ed etichettare i libri – già acquistati a giugno per la maggiore alle superiori e appena ritirati in cartoleria per la primaria con la minore tutta eccitata alla vista delle nuove copertine – e per ricordare le regole… ma i miei figli rispondono in coro: “sì mamma, uffa! c’è tempo!, lo sappiamo, abbiamo capito che dobbiamo indossare sempre la mascherina quando ci muoviamo in classe e andiamo in bagno, che non dobbiamo scambiarci i posti, il materiale o la merenda con i compagni, che dobbiamo rispettare le regole, le distanze e i turni, che dobbiamo portarci il gel e le salviette per disinfettare…” 

Mi mette agitazione sapere che dovremo controllarci la temperatura e rincastrare i nuovi orari dettati dall’emergenza  e la routine di tutti già così ben consolidata e sapere che la maggiore tornerà a prendere i mezzi pubblici affollati. 

Sono però contenta perché i miei figli torneranno a rivedere amici e figure adulte di riferimento, a “vivere” le amicizie e la scuola, in presenza non più da lontano, pur avendo apprezzato lo stare insieme a casa durante i mesi di lockdown: li vedo eccitati all’idea di rivedere i compagni, di preparare le cartelle e gli outfit (perdonate, siamo in piena adolescenza!)… 

Come docente faccio mie le parole del ministro: “in questi mesi abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo messo il cuore e l’anima!” 

Seguendo il protocollo di sicurezza per l’ingresso nelle scuole, mi sono recata a scuola per ritirare e sistemare del materiale.  Dopo il fatidico “24 febbraio 2020” la prima volta  che sono entrata a scuola a luglio è stato un po’ strano vedere poco personale docente e ausiliario, tutti gli ambienti deserti e a soqquadro in vista dei lavori di ridistribuzione delle aule, mentre la seconda volta che ci sono tornata è stato la settimana scorsa ad inizio formale dell’a.s.: è stata una vera gioia per le mie orecchie sentire di nuovo voci nei corridoi e  per gli occhi vedere persone indaffarate anche se erano operai al lavoro con impianto elettrico e muri mentre le  colleghe del gruppo “Covid-19” insieme ai collaboratori scolastici erano alle prese con spostamenti di banchi e sedie… 

Certo non sarà facile ricominciare: ciascuno di noi dovrà cambiare abitudini, comportamenti, approcci didattici; ci viene richiesta maggiore corresponsabilità; non potrò riabbracciare fisicamente i colleghi e i miei alunni più grandi, ma con lo sguardo sì; si potrà tornare a parlare senza paura di sentire echi, voci alterate dai microfoni, e a vedere volti, non video oscurati. 

Per fortuna con la Didattica a Distanza alcuni piccoli attriti tra gli alunni e tra alunni e professori sono diminuiti, molti hanno lavorato con impegno e dedizione e qualcuno è riuscito anche a concentrarsi meglio, ma sono convinta che il vero apprendimento è fatto di SGUARDI, PRESENZE E CONFRONTO. 

Io credo nella SCUOLA che non serve solo a trovare un lavoro o a dare dei voti, ma a fornire gli strumenti per gestire un sentimento, superare le insidie della vita e mettersi sempre in gioco, credo nei RAGAZZI perché sono il futuro e sono pieni di fantasia, talenti e iniziative. Il 2020, un anno difficile, doloroso e duro, ci ha resi più forti, ci ha visti crescere e  sapremo affrontare le sfide del nuovo anno scolastico.

Auguro a te e a tutti i nostri ragazzi e docenti un buon inizio e un buon anno scolastico!

 

una docente

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